(2 Corinzi 1,19-20) Simone De Giuseppe - Aceb_PugliaBasilicata

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2006/2026 -  ANNO XX  -   7  maggio 2026
"Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo" (Galati 6:2)
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SERMONI

GESU’ CRISTO: IL “SI” DI DIO

Perché il Figlio di Dio, Cristo Gesù, che è stato da noi predica-
to fra voi, cioè da me, da Silvano e da Timoteo, non è stato «sì»
e «no», ma è sempre stato «sì» in lui. 20 Infatti tutte le promesse
di Dio hanno il loro «sì» in lui; perciò pure per mezzo di lui noi
pronunciamo l’Amen alla gloria di Dio. (2 Corinzi 1,19-20)


Simone De Giuseppe
Iniziare un nuovo anno porta con sé, inevitabilmente, un miscuglio di sentimenti contrastanti. Da un lato c’è il desiderio di novità, di “buone notizie” e di ripartenza; dall’altro, avvertiamo il peso di un
tempo storico che sembra voler smentire ogni ottimismo. Se guardiamo ai fatti che hanno segnato gli ultimi mesi, la gioia delle festività appena trascorse rischia di apparire come una parentesi fragile, quasi un’illusione davanti alla durezza della cronaca. Ogni notizia che giunge dal mondo sembra porsi in aperto contrasto con la “Buona Notizia” che cerchiamo di vivere come cristiani/e.
Sembrerebbe, insomma, che la realtà di ogni giorno si ostini a negare la verità del Vangelo.
Possiamo dire che la soglia di questo nuovo anno è segnata dai pesanti “no” del mondo. Avevamo sperato in una maggiore riconciliazione tra i popoli, eppure il mondo continua a rispondere con un secco “no” alla pace. Sognavamo un’apertura verso chi fugge da fame e guerre, ma riceviamo un “no” all’accoglienza. Auspicavamo politiche coraggiose per la salvaguardia del creato e per la tutela della salute pubblica, ma ci scontriamo con i “no” alla protezione della natura e al benessere comune.
Passano gli anni e, dall’Europa al resto del globo, le direzioni intraprese sembrano alimentare un’economia di guerra e una crescente ingiustizia sociale. Quando il negativo ci circonda in modo così opprimente, la sfiducia collettiva prende il sopravvento. Senza accorgercene, i rifiuti del mondo diventano i nostri:
smettiamo di credere che un cambiamento sia possibile. Il “no” esterno si insinua nei nostri cuori come un veleno, portandoci a dubitare persino dell’amore di Dio. Davanti alle tragedie globali e famigliari, la nostra fede rischia di vacillare, chiudendosi alla speranza e alla gioia.
Eppure, proprio in questo passaggio d’anno, la Parola irrompe per ricordarci che in mezzo a tutti i silenzi e ai rifiuti, risuona il “sì” di Dio. L’apostolo Paolo, nella sua lettera ai Corinzi, ci offre una definizione rivoluzionaria: Cristo Gesù è il “sì” di Dio. Il Vangelo non è un pio desiderio, ma la risposta ferma e ostinata di Dio ai nostri fallimenti. Dio dice “sì” al mondo, rimanendo fedele alle sue promesse nonostante la nostra infedeltà. Ma, soprattutto, in questo inizio d’anno, Dio dice “sì” a te. Dice “sì” alla tua vita che cerca di rialzarsi dopo una perdita dolorosa; dice “sì” al tuo cuore che cerca faticosamente di ritrovare fiducia nel domani; dice “sì” al tuo desiderio di vivere con giustizia e dignità. Il “sì” di Dio in Cristo è il sigillo della tua importanza ai Suoi occhi. Dio ci offre il Suo assenso affinché anche noi possiamo rispondere. Questo nuovo anno ci chiama a pronunciare il nostro “Amen”. Non come un’abitudine liturgica, ma nel suo significato più profondo di lealtà, fedeltà e verità. Dire “Amen” oggi significa allearsi con Dio per costruire un mondo capace di aprirsi alla speranza e alla pace. Il “sì” di Dio purifica le nostre anime invecchiate dal cinismo. In risposta, iniziamo il 2026 rispondendo con un “sì” consapevole e convinto per consacrare nuovamente le nostre vite al Signore. Amen

Gennaio 2026



 
 
 
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