Luca 9,57-62 Simone De Giuseppe - Aceb_PugliaBasilicata

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2006/2026 -  ANNO XX
"Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo" (Galati 6:2)
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SERMONI


Seguire Gesù senza "se" e senza "ma"
 
Luca 9:57-62
57 Mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: «Io ti seguirò dovunque andrai». 58 E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». 59 A un altro disse: «Seguimi». Ed egli rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». 60 Ma egli gli disse: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; ma tu va’ ad annunciare il regno di Dio». 61 Un altro ancora gli disse: «Ti seguirò, Signore, ma lasciami prima salutare quelli di casa mia». 62 Ma Gesù gli disse: «Nessuno che abbia messo la mano all’aratro e poi volga lo sguardo indietro è adatto per il regno di Dio».

 
Simone De Giuseppe 
Con questo breve passo inizia il viaggio di Gesù verso Gerusalemme. I discepoli si mettono in viaggio con il loro Maestro per accompagnarlo verso la sua passione, morte e risurrezione. Il discepolato cristiano altro non è che un viaggio continuo con Gesù. Una novità assoluta per l’epoca, dato che in ambito ebraico il discepolato prevedeva l’accompagnamento del Maestro solamente durante il primo tempo di formazione. Invece, il discepolato cristiano è un viaggio che si compie per tutta la vita in compagnia di Gesù. Un viaggio non sempre semplice, fatto di facili entusiasmi, ma anche di momenti di debolezza, di stanchezza, di resistenze. Il passo di Luca inizia con un discepolo entusiasta che grida a Gesù: «Io ti seguirò dovunque andrai», che fa affiorare nelle menti l’ardore iniziale che si prova quando si inizia il viaggio del discepolato cristiano. Ma, allo stesso tempo, l’episodio continua con Gesù che chiama ancora a seguirLo e che trova subito grandi resistenze (i tanti “se” e “ma”) da parte dei suoi discepoli. Più precisamente, Gesù nei tre dialoghi che seguono indica tre condizioni del discepolato che portano i discepoli a manifestare i primi segni di difficoltà. Nel primo dialogo con il discepolo entusiasta Gesù pone la prima condizione del discepolato che è proprio quella della perdita di sicurezza.
Gesù stesso si paragona a un vagabondo che non sa dove posare il capo. La sua sorte è meno sicura di quella degli animali (volpi e uccelli), i quali per lo meno hanno tane e nidi dove tornare a rifugiarsi. Seguire Gesù implica talvolta una perdita di sicurezza materiale.
Nel secondo dialogo Gesù chiama per primo e stavolta trova la resistenza di un altro discepolo che vuole andare a seppellire il proprio padre. Come prevedevano la tradizione e la Legge ebraica, era un dovere religioso seppellire i propri cari. Seguire Gesù significa anche saper rompere con le tradizioni religiose che ci ancorano al passato e ci impediscono di seguire il nostro impegno missionario per andare ad annunciare il Regno di Dio nel mondo.
Infine, nel terzo dialogo Gesù interloquisce con un altro discepolo che è pronto a seguirLo, ma che sente la necessità di andare prima a salutare i propri cari. Anche in questo caso, seguire Gesù significa perdere la concezione di appartenere alla sola famiglia biologica per abbracciare l’idea di appartenere a una famiglia di fede più grande. Rifugiarsi nella comoda idea di pensare solamente ai propri cari non permette di tracciare bene il cammino verso il Regno di Dio, come quando si traccia un solco con un aratro mentre ci si volta indietro.
Il discepolato cristiano è un viaggio che dura tutta la vita in compagnia di Gesù e che, dopo l’entusiasmo iniziale, richiede l’impegno a voler proseguire il nostro cammino a queste tre condizioni. Ma non si tratta solamente di perdita. C’è tutto da guadagnare: dalla protezione e guida di Dio a una famiglia più ampia (la comunità) con la quale annunciare il suo Regno di pace e di giustizia. In ciò consiste il viaggio del discepolato cristiano che Gesù intraprende con i suoi seguaci. Discepoli e discepole anonimi perché dietro ai loro entusiasmi e alle loro resistenze possiamo facilmente ritrovarci. Discepoli e discepole che pongono tanti “se” e tanti “ma”, lasciando alla fine in sospeso le loro decisioni finali. Avranno seguito il Maestro o si saranno fermati? In ciò consiste il viaggio del discepolato cristiano che Gesù intraprende con ognuno e ognuna di noi. Egli ci chiama con tutti i nostri slanci e con tutte le nostre fatiche a seguirLo lungo il cammino. Che possiamo continuare il nostro viaggio con fede perseguire Gesù senza “se” e senza “ma”, sapendo che anche nelle nostre battute d’arresto il Risorto verrà sempre di nuovo a incontrarci per indicarci la via. Amen!
Altamura aprile 2026
 
 
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