Riforma n 39 2014 - la lettera dell'amore - Aceb_PugliaBasilicata

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Riforma
numero 39 24 ottobre 2014 pagina 7 cultura



La lettera dell’amore
Un bel commento alla I Giovanni


Nicola Pantaleo
La seconda «fatica letteraria» del pastore battista Ruggiero Lattanzio, conduttore delle chiese di Bari e Altamura, ha in comune con la sua precedente pubblicazione il tema dell’amore. Il primo testo, del 2010, aveva infatti per titolo L’alba dell’amore ed era una ricostruzione appassionata e, in qualche misura, come ammesso dall’autore stesso, autobiografica di un percorso di conversione e consacrazione nel segno dell’amoredi Dio. Quello  oggetto della presente analisi è più circoscritto rispetto alla letteratura biblica, vertendo essenzialmente sulla Prima lettera di Giovanni, la «lettera dell’amore» che dà il titolo al libro.
Si tratta di un volumetto di agevolissima lettura, edito quest’anno dal gruppo editoriale L’Espresso, che nello spazio di 110 pagine sviluppa un’analisi rigorosa dei cinque capitoli che compongono l’epistola giovannea con un occhio attento alla sua validità concreta e utilizzazione in termini di formazione personale e comunitaria, cui allude il sottotitolo «L’attualità della Prima lettera di Giovanni». Nell’Introduzione, che precede i 15 capitoli di cui consta il volume, l’autore mette a fuoco la relazione tra la lettera e il quarto vangelo, mostrando le forti affinità, sia contenutistiche sia strutturali, tra i due scritti. Discute poi la probabile datazione e le ipotesi sull’identità dell’autore, soffermandosi in modo particolare sui destinatari della lettera, che vengono chiamati con l’appellativo di «figlioli» e che sono presumibilmente i membri delle promettenti comunità dell’Asia minore. Si va quindi al nocciolo dell’argomentazione che consiste nella forte riaffermazione della divinità di Gesù Cristo in polemica con gli «anticristi» intrufolatisi nelle chiese e in cui non è difficile individuare gnostici e docetisti, che negavano la co-presente natura umana e divina del Cristo. L’intento polemico non prevale però sul desiderio dell’autore di esaltare soprattutto l’amore di Dio come aspetto focale della sua comunicazione, un tema declinato variamente, come Lattanzio lo ricostruisce.

Non potendo soffermarci, per economia di spazio e per non minare il piacere della lettura,su tuttie 15 i sottotemi,ci si limitera commentarne alcuni come esemplificativi della strategia espositiva dell’autore. In effettisi trattadi elaborazioniche seguono pedissequamente la successione dei versetti dell’epistola, riprodotti all’inizio in gruppi di varia consistenza e successivamente analizzati in un’ottica per così dire globalizzante,che cioè riprende in una sorta di moto a spirale gli aspetti trattati nella lettera giovannea. Così nel capitolo intitolato «La luminosa via dell’amore», che commenta i nove versetti da 3 a 13 del secondo capitolo dell’epistola, viene ripresa la dicotomia luce/tenebre analizzata in una parte precedente intitolata per l’appunto «Dal buio alla luce di Cristo» ma incorporata, per così dire, in un discorso incentrato sul «comandamento nuovo», quello dell’amore reciproco, che è però anche un «comandamento vecchio» in quanto si sottintende che era stato menzionato nel quarto evangelo e pertanto noto ai lettori della lettera.
Nella breve Conclusione l’autore esordisce con le parole «La prima lettera di Giovanni, oggi, può rappresentare un ottimo strumento di iniziazione alla vita cristiana», manifestando in tal modo chiaramente il proprio scopo didascalico o, meglio, catechistico. Non si tratta infatti di un trattato teologico o meramente di un’ipotesi esegetica ma di un vero e proprio «manuale» indirizzato alla formazione della coscienza credente e pertanto indicato per un uso, a esempio, di guida a uno studio biblico.In tal senso si giustifica la presenza al termine di ogni capitoletto di una «contemplazione» articolata in un versetto cui seguono alcune domande che interrogano il lettore sul proprio percorso di fede.
Una succinta bibliografia cui rimandano le citazioni del testo conclude un volumetto in cui l’autore si dichiara ammaliato da questa «meravigliosa lettera d’amore che ci comunica l’amore infinito col quale Dio ci ha amati in Cristo Gesù»,un
Leitmotiv quello della parola «amore» che la bella epigrafe finale tratta da uno scritto di Agostino di Ippona («Ama e fa quello che vuoi…») recupera mirabilmente. Insomma una lettera da amare.



LA LETTERA DELL'AMORE


 
 
 
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