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2006/2020 -  ANNO XIV - 28 Marzo 2020
"Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo" (Galati 6:2)
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Storia della Chiesa battista di Cersosimo

Documenti e informazioni a cura di Mirella Veneziano
 
Alla base dello sviluppo del protestantesimo a Cersosimo, come in tante altre comunità  in quell’epoca, c’è il determinante contributo degli emigrati italiani.
Un emigrato, Pasquale Veneziano, tornato agli inizi del 1900 a Cersosimo, dagli Stati Uniti, dove si era convertito al protestantesimo, iniziò attivamente a diffondere il Vangelo nel suo paese natale aiutato da altri compaesani anch’essi rientrati dagli Stati Uniti dove avevano conosciuto l’Evangelo frequentando chiese battiste.
 
Avendo avuto modo di capire  le sostanziali differenze fra cattolicesimo e protestantesimo, Pasquale sente il profondo e sincero desiderio di informare tutti della sua conversione seguendo le chiare indicazioni bibliche sulla necessità di divulgare la Buona Novella.
Pasquale è un uomo mentalmente e fisicamente forte, che predica inizialmente davanti alla sua casa pronto con la Bibbia in mano a discutere con chiunque lo voglia ascoltare, anche con quelli di opinione diversa a partire dal parroco del paese che fa di tutto per ostacolarlo.
Il suo lavoro è arduo, la società è controllata dalla chiesa cattolica, l’ambiente politico gli è ostile, ma riesce a riunire un gruppo di persone che cominciano a frequentare un culto evangelico domenicale.
 
Per i primi anni la chiesa di Cersosimo era indipendente. Le riunioni avvenivano in case private, poi in locali in affitto. In seguito, venne donata da Pasquale e messa a disposizione della comunità,  una cappella costruita su un suo terreno attiguo alla sua casa che si trovava all’entrata del paese.
 
I primi culti venivano celebrati senza guida pastorale. Gli inni venivano cantati sia nel locale di culto che nei campi durante le ore di lavoro. Successivamente, avendo Pasquale appreso  dell’esistenza di una chiesa battista guidata dal pastore Carlo Piccinni nel vicino paese di Miglionico, si mise subito in contatto col Piccinni che accettò l’invito e fu il primo pastore evangelico a curare la comunità di Cersosimo (1912-1918 circa).
In quel periodo furono battezzati dal pastore Carlo Piccinni: Francesco Natale, Celestina Puppio, Pasqualina Puppio,  Giosuè Romeo, Francesco Scarvaglione, Angela Scarvaglione, Giosuè Scarvaglione, Giosuè Valicenti, Gaspare Veneziano, Pasquale Veneziano, Prospero Veneziano.
 
La chiesa fu curata successivamente da Gaspare Ricci,   pastore della chiesa battista di Altamura.    
            Nel 1919, la chiesa di Cersosimo richiese ed ottenne l’assistenza pastorale di Liutprando Saccomani, pastore a Gioia del Colle.
Pasquale e Liutprando stabilirono un forte e reciproco legame di rispetto ed affetto basato su affinità religiose e politiche. Nel periodo in cui Saccomani fu perseguitato per le sue idee evangeliche e socialiste, trovò temporaneo rifugio con sua moglie a Cersosimo, nascosto  in casa di Pasquale.
 
Decisione di costruire una cappella protestante in Cersosimo
La figlia di Pasquale, Matilde, ricorda il giorno allorquando un colportore visitò Cersosimo e distribuì alcuni opuscoli evangelici ad un gruppo di giovani. Il parroco, venuto a conoscenza dell’accaduto, ordinò ai giovani di consegnargli questi opuscoli ed in maniera pubblica e teatrale bruciò il tutto nella piazza principale del paese. Pasquale, messo al corrente da un ragazzo  di quanto stava accadendo, si recò in piazza ed affrontò il parroco. Matilde ricorda ancora le parole di suo padre al parroco: “Tu oggi hai cercato di distruggere col fuoco il messaggio dell’Evangelo, ma hai soltanto bruciato carta. Sappi che in Cersosimo sorgerà presto una cappella evangelica”.
E fu così. Pasquale mise a disposizione un terreno di sua proprietà accanto alla sua casa e cominciò la costruzione della cappella. Raccoglieva  pietre nel torrente, aiutato dagli altri membri di chiesa e lentamente fu costruito il primo luogo di culto evangelico battista a Cersosimo. Lo fece con la sua fede e con le sue mani. Questo piccolo edificio di grande importanza storica per il protestantesimo nel Sud d’Italia fu successivamente donato  da suo figlio, pastore Vincenzo Veneziano, all’Ucebi.
 
Difficoltà per i protestanti in Italia
Essere protestanti in Italia, specialmente nel meridione, è stato molto difficile. I battesimi venivano celebrati all’aperto, ma solo per gli uomini. Per poter battezzare le donne del paese alle quali, a differenza degli uomini, era stato vietato per motivi di offesa al pudore il battesimo per immersione nel torrente, Pasquale fece costruire una vasca in rame battuto da usare come battistero in luogo chiuso.
     La predicazione dell’Evangelo causò  a Pasquale molti scontri con la chiesa cattolica ed il governo dell’epoca. Fu quindi, nel 1941, condannato prima al “confino” e poi per l’intervento del Sindaco del paese, la pena gli fu ridotta a “custodia vigilata”.
 
 
Pubblicazioni sulla Chiesa di Cersosimo
Il figlio di G.B.Taylor,  missionario in Italia dal 1873 al 1907, nel  suo libro Taylor “SOUTHERN BAPTISTS IN SUNNY ITALY” (New York, Walter Neale, Publisher, 1929) scrive come segue circa la comunità battista di Cersosimo:
Pag. 133
“Come Efeso nei giorni dell’apostolo Paolo, Miglionico aveva le sue chiese vicine nei paesi e villaggi di: Ferrandina, Pomarico, Grottole, Cersosimo e Matera che da Miglionico ascoltavano e accettavano il Vangelo”.
 
Pag. 234
“La storia della chiesa di Miglionico e del suo fedele Carlo Piccinni è stata già raccontata in parte nel capitolo precedente di questo libro. Piccinni cura anche una chiesa  indipendente a Cersosimo dove si battezzano i credenti scavando una fossa nel torrente che scorre nel paese, proprio come accade nei nostri paesi di montagna degli Stati Uniti”.
 
 
Pag. 95
Cersosimo viene indicata tra le chiese battiste presenti in Italia nei primissimi anni del Novecento.
Vedi allegata Cartina geografica delle chiese battiste italiane ai tempi di G.B.Taylor, missionario in Italia dal 1873  al 1907.



Nota bene:
Sia Giorgio Spini che Domenico Maselli nei loro libri fanno nascere erroneamente la comunità battista di Cersosimo  nel 1919, quando viene visitata da Liutprando Saccomani, non essendo forse al corrente che prima di lui era già stata visitata da Carlo Piccinni e da Gaspare Ricci.
 
 
Giorgio Spini
ITALIA LIBERALE E PROTESTANTI (Claudiana 2002, pag. 373)
Il pastore Saccomani si reca pure a Cersosimo, un paese sperduto nell’interno della Lucania (per arrivarci gli occorrono quattro ore di treno, poi quattro ore di corriera e poi due ore a piedi) dove la popolazione simpatizza con i protestanti. Nel 1919 vi si forma un nucleo di Battisti, capeggiato da un Assessore Comunale, Pasquale Veneziano”.
 
Domenico Maselli
STORIA DEI BATTISTI ITALIANI 1873-1923  (Claudiana 2003)
 
Pag. 150
“Lo stesso Saccomani, nel 1919 aveva visitato il paese lucano di Cersosimo dopo un viaggio estremamente disagiato perché chiamato da alcuni abitanti tra cui l’assessore comunale Pasquale Veneziano”.
 
Pag. 115
Il Battismo aveva avuto in Basilicata la sua prima stazione a Miglionico dove, negli anni 1890-93, aveva funzionato una cucina economica. Nel 1913 la comunità era piccola, ma molto viva, anche se condizionata da forti pregiudizi locali. Apprendiamo, ad esempio, che mentre gli uomini venivano battezzati nel fiume, le donne erano costrette a farlo all’interno del locale di culto onde evitare di creare sandalo per i compaesani.
Il ministro Piccinni annunciava compiaciuto che nella diaspora di Miglionico erano state raccolte dai Battisti 100 lire per le famiglie dei caduti in Libia, mentre la sottoscrizione indetta dal Comune aveva fruttate solo 50 e quella della chiesa cattolica 5”.
 
 
Primi pastori a curare la comunità di Cersosimo dal 1912 fino al 1940

  • Carlo Piccinni da Miglionico

  • Gaspare Ricci da Altamura

  • Liutprando Saccomani da Gioia del Colle

  • Vincenzo Veneziano da Bisaccia poi da Avellino, Stigliano e Altamura
 
 
 
 
 
 
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