Testimonianze - GIULIA LORUSSO - Aceb_PugliaBasilicata

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2006  ANNO XIII - 3 Giugno 2019
"Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo" (Galati 6:2)
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Chiesa battista di Conversano

      Giulia Lorusso ( 28 novembre 1927 - 28 novembre 2013 )  


A mamma Giulia

Non potevi chiamarti altrimenti. Giulia, Giulia e basta. A volte Giulietta, donzella innamorata. Ma suonava meglio Giulia, come una saggia regina che ha regnato a lungo su un’intera famiglia, un dominio incontrastato. E tutta la corte di figli, generi, nipoti e parenti vari al tuo cospetto. Hai regnato con semplicità e giustizia, e con le tue piccole manie. Conservare tutto, come se si vivesse in una fureria. Non buttare mai niente, riciclare, recuperare, rammendare, riadattare. Congelare e scongelare, cicorielle e favette bianche per tutti, a Maria, a Irene, alla mamma di Antonio, ai vicini di casa. I lampascioni per Fausta quando torna da Milano. Conservavi tutti i numeri di telefono su sgangherate agende usate e le prescrizioni del medico sulle scatole dei farmaci, dove improbabili "pinole" per papà Carmelo andavano perse alle cinque della sera e alle otto del mattino. Conservare, e cioè la filosofia contadina del rispetto delle cose e della natura. Perché sei nata e vissuta tra le zolle di vigneti, ciliegeti e uliveti e campi di insalata, dove il freddo e l’umidità hanno rosicchiato le tue ossa e segnato sempre il tuo capo, prostrata non dalla fatica ma da un mal di testa feroce che avrebbe abbattuto un elefante. E invece tu eri più forte del dolore, più forte delle quattro supposte di Optalidon che ti somministravi eroicamente per stordirti e riprendere la tua battaglia quotidiana. Con cesoie, grappoli, fornelli, pentole, letti da rifare e figli da crescere. Amavi la natura e il creato, da buona cristiana. E dalla natura prendevi tutto, in piccole dosi, con parsimonia. La rucola, per fantastiche piccantissime insalate, gli asparagi selvatici, per quelle frittate memorabili consumate nelle grandi tavolate familiari aperte sempre agli amici, i fiori di campo per dare colore alla tua casa modesta e dignitosa. Avevi rispetto per tutti, anche per i gatti che venivano a trovarti e sapevano di trovare cibo e carezze. Anche nei momenti più difficili, ti sei donata agli altri senza chiedere niente. Noi tutti siamo debitori. Ci hai insegnato la gioia, lo scherzo, il gusto di viaggiare e di conoscere il mondo (come facevi tu con i depliant dei tuoi tour massacranti in pullman in giro per l’Europa).
Ci hai insegnato il sacrificio e il senso del dovere. Ti bastava uno sguardo, poche parole. Cara mamma Giulia, anche questa chiesa ha la tua aura, che resterà sempre tra noi. Ci hai lasciato il giorno del tuo compleanno, le candeline le abbiamo accese.*

*letta dai famigliari durante il funerale nella chiesa Battista di Conversano.


 
 
 
 
 
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