Sola fede - Aceb_PugliaBasilicata

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ANNO XIII - 21 Febbraio 2019
"Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo" (Galati 6:2)
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COSA CREDIAMO

La confessione di fede dei battisti italiani            a cura di Ruggiero Lattanzio  



ART. 5 –  SOLA FEDE

La Parola di Dio, incarnata in Gesù Cristo, testimoniata nella Bibbia ed annunciata nella predicazione dell’evangelo, può essere accolta solo per fede. L’umanità peccatrice ottiene per fede, nel ravvedimento, la giustificazione e la riconciliazione.

Se siamo salvati mediante la fede, significa che c’è qualcosa che noi dobbiamo fare..?

Avere fede non significa fare qualcosa, bensì arrendersi nelle mani di Dio! Non siamo noi ad accettare Dio ma è Dio che in Cristo accetta noi. Non è fare ma accettare ciò che Lui ha fatto.
La fede non nasce a partire da noi (non è opera nostra), ma anch’essa è un dono di Dio: -
Efesini 2,8-9
Se abbiamo creduto non è affatto merito nostro. Tutto il merito è di Dio: è lui che ha preso l’iniziativa e ci ha fatto un dono che noi non potevamo rifiutare. Se accettiamo un dono, che merito ne abbiamo?

Allora basta credere..?

Solo per fede, è il messaggio centrale della Riforma protestante. Può e deve essere considerato anche oggi il messaggio principale? Se la fede viene intesa come supina accettazione di certe formulazioni dottrinali allora davvero non esiste nella cristianità errore più infausto di quello del solo per fede. La fede in tal caso equivale a un’opinione… La domanda "qual è la tua fede?" rettamente intesa vuol dire "a chi ti sei affidato, a chi hai giurato fedeltà?"
E. Brunner

- Giacomo 2,14

Anche per Paolo le opere sono la necessaria conseguenza della fede:
- Efesini 2,8-10; Galati 5,6

Quando la fede viene fraintesa col credere in un insieme di dottrine, si riduce la Grazia di Dio ad una grazia a buon mercato.

Grazia a buon mercato
è grazia intesa come dottrina, come principio, come sistema; è perdono dei peccati inteso come verità generale, come concetto cristiano di Dio. Chi la accetta ha già ottenuto il perdono dei peccati… Grazia a buon prezzo è giustificazione non del peccatore, ma del peccato. Visto che la grazia fa tutto da sé, tutto può andare avanti come prima. È inutile che ci diamo da fare. Il mondo resta mondo e noi restiamo peccatori anche nella migliore delle vite. Perciò anche il cristiano viva come vive il mondo, si adegui in ogni cosa al mondo e non si prodighi in nessun modo di condurre, sotto la grazia, una vita diversa da quella che conduceva sotto il peccato… Il cristiano, dunque, non segua Cristo, ma si consoli della grazia!
Grazia a caro prezzo è l’Evangelo che si deve sempre di nuovo cercare, il dono che si deve sempre di nuovo chiedere, la porta alla quale si deve sempre di nuovo picchiare. È a caro prezzo perché ci chiama a seguire, è grazia perché chiama a seguire Gesù Cristo; è a caro prezzo perché l’uomo l’acquista al prezzo della propria vita, è grazia, perché proprio in questo modo gli dona la vita; è cara, perché condanna il peccato, è grazia perché giustifica il peccatore. La grazia è a caro prezzo soprattutto perché è costata molto a Dio; a Dio è costata la vita di suo Figlio e per noi non può valere poco ciò che a Dio è costato caro… La grazia è a caro prezzo perché aggioga l’uomo a seguire Gesù Cristo, ma è grazia il fatto che Gesù dice: "Il mio giogo è soave e il mio carico leggero".
D. Bonhoeffer, Sequela

Lutero riscopre che Dio non è un giudice duro che amministra la sua giustizia punendo i peccatori, ma è un Dio misericordioso che dona la sua giustizia ai peccatori. La giustizia in base alla quale veniamo giustificati non è dunque la nostra ma è quella che Dio stesso ci dona. Noi, a partire dalla nostra prospettiva, rimaniamo peccatori, ma dalla prospettiva di Dio, siamo dichiarati giusti in virtù della fede che abbiamo riposto in Cristo. Dal momento in cui siamo "dichiarati giusti" da Dio (giustificazione), può cominciare in noi quel processo che ci porterà ad essere "resi giusti" con l’aiuto di Dio (santificazione).


 
 
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