ART. 15 – LA RICONCILIAZIONE - Aceb_PugliaBasilicata

Cerca
2006  ANNO XIII - 5 Maggio 2019
"Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo" (Galati 6:2)
Vai ai contenuti

Menu principale:

COSA CREDIAMO


La confessione di fede dei battisti italiani            
a cura di Ruggiero Lattanzio



ART. 15 –  LA RICONCILIAZIONE


L’impegno delle chiese battiste è volto a promuovere la riconciliazione con Dio e fra gli esseri umani. Nel nostro tempo ci sentiamo chiamati all’impegno per la giustizia, la pace, la libertà, il rispetto dei diritti dell’umanità e dell’intera creazione


1) Promuovere la riconciliazione

a) Con Dio  (impegno teologico)
Il nostro impegno dev’essere innanzitutto orientato a promuovere la riconciliazione degli esseri umani con Dio, annunciando loro che Dio, attraverso la persona di Gesù Cristo, ha preso l’iniziativa di riconciliare a sé l’umanità separata da Lui. Questo primo impegno rientra nel campo teologico dell’annuncio evangelico.

Romani 5:10;   2 Corinzi 5:17-20

b) Con gli esseri umani  (impegno etico)
Sulla base della riconciliazione di Dio con l’umanità, è poi possibile impegnarsi per la riconciliazione fra gli esseri umani.  Questo secondo impegno rientra nella sfera etica. L’etica cristiana è pertanto fondata sulla teologia.

Efesini 2:13-16

2) Impegno per giustizia, pace e libertà

Siamo chiamati a promuovere la riconciliazio-ne fra gli esseri umani nel nostro tempo:
impegnandoci per la giustizia (denuncian-do ogni forma di discriminazione sociale, culturale, etnica o religiosa);
impegnandoci per la pace (dichiarando che la guerra non risolve i conflitti e che non esistono guerre giuste);
impegnandoci per la libertà di tutti i popoli: libertà politica, libertà sociale, libertà di coscienza e di espressione.

Romani 12:17-18

3) RISPETTO DEI DIRITTI DELL’UMANITÀ

Qui si comincia a profilare la parte nuova della confessione di fede, quella parte che precedenti confessioni non avevano, dati i tempi. Qui si parla di “diritti dell’umanità”, cioè di uomini e donne intesi come gruppo sociale unitario. Finora, a partire dalla Rivoluzione francese del 1789, si era sempre parlato dei diritti dei singoli, e tutte le legislazioni moderne (civili e penali) si basano appunto sul diritto individuale. Che il singolo sia portatore di diritti privati e pubblici è già scontato.
A partire dal famoso processo di Norimberga, quello contro i criminali nazisti, è emerso un nuovo soggetto giuridico portatore di diritti: l’umanità. Dato che a quel tempo non esisteva un crimine di questo genere, i nazisti, responsabili di stragi immense ( basti pensare alla shoah a ai tanti civili e militari morti in guerra), sono stati condannati a crimini contro le singole persone. Poi quasi tutte le legislazioni hanno inserito nei loro Codici la nuova figura di crimine: delitti contro l’umanità. Cioè, si è riconosciuto che non solo il singolo individuo, ma anche il gruppo sociale (piccolo o grande) è portatore di diritti che devono essere in qualche modo tutelati.

Domenico Tomasetto

4) RISPETTO DELL’INTERA CREAZIONE

Non  parliamo semplicemente di “natura” bensì di “creazione” per porla in rapporto al Dio Creatore. Dio ci ha chiamati a esercitare una “amministrazione fiduciaria” del creato. Noi abbiamo la responsabilità di custodire e tutelare la creazione che Dio ci ha affidato.

Genesi 1:27-30;   Salmo 8


 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu